Ecco il “Vecio Futuro” della musica dialettale d'autore vicentina PDF Stampa E-mail

Giornale di Vicenza - Martedì 04 Gennaio 2011 INSERTI, pagina 59

  • Canzone dialettale d'autore. Questa è la definizione che i Valincantà danno della propria musica, dopo tanti fraintendimenti con chi li pensava una banda tradizionale, un coro o addirittura un corpo di ballo. Tradotta in parole povere, questa definizione vuol dire che gli otto musicisti della formazione, che ha appena pubblicato il nuovo “Vecio futuro”, eseguono musica contemporanea, senza rifarsi troppo alle tradizioni, come se il filo secolare della musica popolare non si fosse mai interrotto.
    La band è composta da Roberto Zotti (voce, chitarra acustica), Livio Busato (voce, chitarra classica, charango, quatro, tiple, armonica, quena), Daniele Calgaro (voce, fisarmonica), Davide Lista (voce, percussioni), Lorenzo Pegoraro (voce), Mario Veronese (voce, mandolino), Roberto Marini (voce, basso acustico) e Alberto Bortolan (clarinetto, cornamusa, flauti, chitarra). Le radici della formazione affondano negli anni '70.
    Roberto Zotti, la svolta avvenne però nel 2002...
    Sì, quando focalizzammo bene il genere musicale che volevamo fare e la formazione stessa si stabilizzò. L'arrivo di nuovi componenti diede anche ai “veci” una nuova spinta, che nel giro di qualche anno portò poi alla pubblicazione del primo album, “Caminare...”. Quest'anno abbiamo avuto una new entry, il giovane Alberto Bortolan, che come altri ha portato idee e suoni nuovi, anche perché suona la cornamusa e il clarinetto.
    Un altro Roberto, Marini questa volta. Il basso in un genere come questo è uno strumento importante?
    Sì, come spesso accade in diversi generi musicali, uno se ne accorge quando manca. Prima di me la band suonava senza e il “corpo” della musica è cambiato molto dopo il mio arrivo.
    Livio Busato, tu nel gruppo sei invece quello appassionato di musica e strumenti delle Ande.
    Sì, sembra che i miei strumenti non c'entrino con la musica popolare veneta, invece funzionano bene. D'altra parte, siamo tutti cresciuti negli anni in cui si ascoltavano con la stessa passione gli Inti Illimani e i cantautori italiani come De Gregori o Guccini. Ciascuno di noi aveva le proprie preferenze, che si sentono, anche se le canzoni sono tutte scritte da Roberto Zotti. Mette giù la melodia e un abbozzo del brano, poi tutti assieme lo completiamo, ciascuno con la propria parte. Anche i testi sono opera sua.
    E allora proprio a lui va rivolta la domanda. Perché il dialetto?
    Ci è sembrato naturale utilizzare questo idioma così normale e quotidiano per tutti. Ma senza caratteristiche politiche o polemiche. Semplicemente, ci siamo resi conto che con il dialetto si possono scrivere canzoni attuali e, oltretutto, spesso “suona” anche molto meglio dell'italiano. Questo però ci ha attirato in alcuni casi la diffidenza dei “tradizionalisti intransigenti”: fate musica popolare in dialetto e non è quella della tradizione?! No, abbiamo risposto noi, è la nostra musica. Così come Pino Daniele la canta in napoletano, Davide Van De Sfroos in lombardo o altri artisti magari in pugliese o toscano. In sintesi, siamo un po' stufi del fatto che il nostro dialetto venga usato per dire esclusivamente stupidaggini o dare voce a personaggi stupidotti. E molti hanno capito e apprezzato tutto questo.
    Il nuovo album è appena uscito, Livio. Come sta andando?
    Non possiamo ancora dirlo, perché è appena appena arrivato. Si era... bloccato sugli Appennini per il maltempo, perché lo avevamo mandato a stampare a Firenze. Se funzionerà almeno come il precedente, che ha venduto circa duemila copie solo ai concerti, saremo ampiamente soddisfatti.
    Anche perché, Marini, ci dicevi che è stato un album di svolta...
    Senza esagerare troppo, però direi di sì. Perché abbiamo fatto un altro passo avanti nella nostra personale musica. Il precedente era una sorta di compendio, di omaggio a tutto quello che avevamo fatto sino ad allora; questo invece è composto da canzoni nuove, nate negli ultimi tempi. La prima uscita col cd sarà al Teatro Comunale di Thiene il 29 gennaio.
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